IL PUNTO - L’assistenza alimentare di fronte ai cambiamenti climatici

Udgivet på 01 oktober 2007

L'impatto dei cambiamenti climatici su chi soffre la fame e gli interventi del PAM

Continua il dibattito sull’impatto dei cambiamenti climatici, ma una cosa è certa: gravi fenomeni meteorologici si manifestano in modo sempre più frequente e con effetti sempre più rilevanti, come dimostrano le recenti inondazioni in Africa. Un numero crescente di persone sono a rischio: 2,6 miliardi, nell’ultimo decennio, paragonati a 1,6 miliardi nel decennio precedente, secondo la Banca Mondiale.

Qual è l’impatto del clima nel mondo degli affamati? Le comunità più povere vivono di un’agricoltura dipendente dalle piogge e dalle risorse idriche. La FAO stima che il 95 per cento dell’agricoltura in Africa dipenda dalle precipitazioni piovose. Il Panel Intergovernativo per i Cambiamenti Climatici prevede che i raccolti, in queste economie, possano contrarsi del 50 per cento entro il 2020.

Gli interventi del PAM:

1) il PAM ha proprio personale, capacità logistiche, tecnologiche, di trasporto nella maggior parte dei paesi colpiti da calamità naturali. Questo consente all’agenzia delle Nazioni Unite di fornire aiuti nel più breve tempo possibile. Il PAM ha una grandissima capacità logistica e una forte rete di trasporti: ogni giorno ci sono 30 navi, 70 aerei e circa 5.000 camion che portano assistenza. Il PAM è dotato, anche, di tecniche molto avanzate per monitorare i fenomeni climatici grazie allo studio dei dati inviati dai satelliti. Si possono così creare efficaci sistemi di “preparazione e risposta nelle emergenze” basati su verifiche sul campo, mappature, sistemi di pronta allerta, pianificazione e gestione dei rischi.

2) Il PAM fornisce assistenza alimentare alle comunità per facilitare la creazione di strumenti atti a mitigare i cambiamenti climatici. Questo implica il passaggio da un’agricoltura di sussistenza a una più ecosostenibile migliorando la produttività e prevenendo la depauperazione delle risorse naturali. Ciò avviene attraverso la conservazione delle acque e la loro gestione per ridurre le siccità stagionali e l’erosione dei suoli causata dalle piogge, il miglioramento della gestione del suolo e l’introduzione di specie coltivabili più resistenti.

Ci sono altri esempi del modo in cui il PAM aiuta i più poveri a confrontarsi con i cambiamenti climatici.

• Un progetto pilota di assicurazione contro le conseguenze della siccità in Etiopia;

• La riabilitazione di 300.000 ettari di terreno eroso da siccità, inondazioni e deforestazione ed eccessivo sfruttamento della terra in Etiopia;

• Il rimboschimento attraverso cinque miliardi di alberi da piantare nei prossimi decenni nel quadro dei progetti di “cibo in cambio di lavoro” che il PAM realizza in vari paesi del mondo;

• La costruzione di 27 chilometri di chiuse per il controllo delle acque in Sudan in cambio di cibo;

• L’irrigazione e la riabilitazione di 14 chilometri di canali, la creazione di 32 pozzi e la protezione dall’erosione del suolo di 380 ettari di terra coltivabile in Somalia;

• La costruzione di 227 pozzi d’acqua e la riabilitazione di 652 riserve d’acqua in Afghanistan in cambio di cibo.

Dare da mangiare alla gente è il passo fondamentale per meglio affrontare le conseguenze negative dei cambiamenti climatici.